C’è un “Nord” che non coincide con le cartine geografiche, né con le coordinate climatiche. È un altrove fatto di ghiaccio e immaginazione, di fiordi reali e di nebbie interiori. È questo il terreno che prova a sondare Northernness, la collettiva fotografica, digitale e video curata da LoosenArt e ospitata negli spazi di Millepiani (via Nicolò Odero 13, Roma), dal 5 settembre al 9 ottobre.
Una parola-identità – northernness, traducibile con “nordicità” – diventa spunto per interrogare decine di artisti internazionali: cosa significa per voi il Nord? È un luogo fisico o uno stato della mente? Da questa domanda, semplice e spiazzante, nasce una mappa di visioni plurali che sfugge al rischio del cliché per inseguire invece la tensione simbolica, il fascino di un “luogo altro”, mai del tutto raggiungibile.
La mostra si struttura in tre tappe, con una rotazione di nomi e opere che restituisce la coralità del progetto: dal 5 al 18 settembre si alternano, tra gli altri, gli scatti di Alessandro Cristofoletti, Ana Andreeva, Fabio Peci e Jessica DiCosta; dal 19 al 29 settembre arrivano invece le visioni di Alexander Jansson, Annabel Fleming, Emiliano Bertocchi e Marina Dego; mentre l’ultimo segmento, dal 30 settembre al 9 ottobre, apre al dialogo con artisti come Alla Dobrovitsina, Hiroto Fukuda, Milda Palilionyte e Precious Ozemoya.
Una menzione speciale è riservata proprio al lavoro di Cristofoletti: immagini nate da una residenza di sei settimane tra Luleå e Kiruna, nel cuore del Norrbotten, la regione più vasta e più a nord della Svezia. Un territorio che è insieme miniera e deserto, periferia e frontiera. Qui lo sguardo dell’artista – invitato dalla Regione Norrbotten in collaborazione con LoosenArt – si misura con il silenzio e la luce estrema, restituendo al visitatore frammenti di un mondo dove il tempo sembra sospeso.
In questo mosaico di prospettive, Northernness non è tanto una geografia quanto una disposizione dello sguardo: un modo di interrogare il paesaggio, di fare i conti con la distanza e con la promessa di un altrove che continua a chiamare. Millepiani diventa così un osservatorio romano sul Nord, con ingresso libero (dal lunedì al venerdì, ore 9-19), per chi vuole perdersi in queste rotte immaginarie.