Pierluigi Ortolano scava nel bianco e nero come fosse materia ruvida, non una superficie da addomesticare. Le sue immagini sono taglienti e costringono lo sguardo a soffermarsi dove di solito passiamo distratti.
Un lavoro che trasforma Madeira e altri luoghi in teatri complessi, abitati da nere presenze tra fantasmi, grana e illusioni